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A Buggerru troviamo la imperdibile la miniera di Malfidano, attiva dal 1870 al 1977, attorno al quale nacque il paese di Buggerru, qui si estraeva piombo e zinco, la struttura più importante della miniera è la galleria Henry che si inerpica su una falesia a strapiombo sul mare, un tempo il materiale estratto veniva trasportato su dei muli, successivamente vennero sostituiti da una locomotiva, che ancora oggi viene utilizzata per i visitatori ogni anno più numerosi.

Spiagge a Buggerru

Oltre alla miniera, Buggerru è rinomata per le sue spiagge, la prima si trova pochi chilometri prima di arrivare a Buggerru, Cala Domestica, dall‘alto di una torre difensiva del diciottesimo secolo resterete incantati dall’acqua color smeraldo e dalla sua sabbia bianchissima, ancora più incantevole un piccolo fiordo che si apre nella falesia calcarea, questa si può raggiungere a piedi passando all’ interno di una galleria mineraria. Qualche chilometro più a nord nella spiaggia collegata direttamente a Buggerru gli amanti degli sport acquatici possono trovarci i venti e le correnti ideali. Il paese di Buggerru è dotato anche di un grazioso porticciolo turistico, l’itinerario prosegue fino a S. Nicolò e Portixeddu, la cui lunghissima spiaggia, oltre tre km, è circondata da una fitta vegetazione di ginepri, pini e querce il primo tratto di spiaggia di S. Nicolò è noto come il paradiso dei surfisti.

Fluminimaggiore

A poca distanza da Buggerru a Fluminimaggiore gli amanti della geologia e della speleologia potranno ammirare la grotta di Su Mannau, che si snoda per oltre 8 km di lunghe gallerie, la grotta fu frequentata fin dal primo millenio dalle genti che vivevano nelle valli vicine, qui si praticava il culto dell’acqua, come testimonianza le innumerevoli lucerne trovate in questi ambienti. Finita la visita alla grotta, nella vallata di Antas un monumento storico e unico si intravede tra la vegetazione, un tempio romano costruito su un preesistente impianto punico, il Tempio Sardus Pater è stato identificato con la divinità cartaginese di Sid , protettore dei naviganti e dei cacciatori. Il sito è stato rinvenuto nel diciannovesimo secolo, costituisce un tempio con caratteristiche architettoniche inusuali nei templi romani. Recentemente restaurato è composto da un ampia scalinata con l’ imponente pronao, dove si ergono quattro colonne alte otto metri con capitelli di stile ionico.

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